Vivere in montagna: perché si, perché no.

Le caprette mi fanno ciao. No, non è esattamente così (al massimo da me ci sono le mucche). E non chiamatemi Heidi. Vivere in montagna è una scelta che come tutte, presenta lati positivi e negativi.

Partiamo dal bicchiere mezzo vuoto:

  • Nessuno si fa gli affari suoi. Proprio così. Vivere in un Paese di mille anime comporta il fatto che la tua vita sia pubblica. Sanno i tuoi orari e quindi sanno intercettarti per fare ‘du chiacchiere’, sanno perfino di che colore sono le tue lenzuola e come e perché le cambi. Non sia mai che intravedano della biancheria succinta! Per fortuna io e il burbero barbuto abbiamo ovviato a questo problemuccio andando a vivere fuori dal Paese (anche se lui avrebbe preferito un monastero, o meglio ancora una caverna). Qualcuno potrebbe pensare: ‘che sei matta? Già vivi in montagna e pure ti vai a imboscare?’ Mah, si, perché no? Abbiamo la nostra tranquillità, se faccio yoga in giardino nessuno mi vede e non chiamano la Santa Inquisizione perché credono che stia pregando chissà quale Dio.
  • Tutto sta lontano, per farmi la spesa devo farmi 30 km. Ni. Cioè, noi lo facciamo, andiamo a Cuneo o addirittura fino a Torino perché lo dovremmo fare in ogni caso per il ristorante. In realtà il MiniMarket in Paese c’è. Costa un pochino di più ma se fai la spesa lì sai che lo stai facendo per il bene di tutti. E’ un pò la stessa differenza che c’è in città tra il piccolo alimentare sotto casa e il grande supermercato. Sono scelte!
  • Vediamo poco i nostri amici che vivono a Torino. Praticamente durante la stagione viviamo in clausura: lavoro, palestra, nanna. Ma obbiettivamente non potrei fare diversamente. E’ finita l’era dell’hangover mattutino. Ora questo malefico si protrae per due giorni e chi riesce più a lavorare! Quindi durante l’alta stagione, quando lavori tutti i giorni e non stacchi mai, sposiamo uno stile di vita monastico, che tuttavia mi permette di mantenermi in forma e di risvegliarmi riposata, pronta per una lunga giornata lavorativa! E chi lavora a contatto con il pubblico sa quanta energia bisogna avere…Le esagerazioni le lasciamo per la morta stagione, primavera e autunno, quando il ristorante è chiuso. 

E arriviamo già al bicchiere mezzo pieno.

  • Sono stata particolarmente fortunata ad essere cresciuta proprio a Limone. E’ vero che facciamo mille anime ma siamo un Paese turistico e per fortuna ci viene gente da tutto il mondo sia d’estate che d’inverno. Nella stagione fredda per le piste da sci mentre d’estate per trekking, downhill, percorsi motociclistici ecc…Per farla breve, può capitare di uscire per bersi una birra e conoscere un olandese, un francese, un inglese, russo, australiano e quant’altro!
  • Non sono una maniaca del pulito, anzi vivrò sempre nel dogma: più tempo tolto alle pulizie, più tempo libero per me. Ma è di un altro tipo di pulito a cui mi riferisco. Ciò che apprezzi veramente dopo anni di Università a Torino è l’acqua. L’acqua pulita!! Nessun su e giù per le scale con forzieri di acqua…apro il rubinetto e tac! Eccola lì, pure fresca (oddio, a volte così fredda che per lavarmi i denti a colazione mi si surgela anche la mandibola). 
  • Per rimanere in tema, aria pulita: lavaggio capelli limitato a 2, massimo 3 volte alla settimana. Da non sottovalutare per chi come me ha capelli finissimi e fragili. A forza di lavarli, sempre nell’epoca universitaria, avevo dimezzato i miei capelli in un solo anno. Chioma che ho ripristinato in un altro anno dopo essermi ritrasferita in montagna. Per non parlare poi dei benefici per la pelle. Sono fermamente convinta che salire ogni giorno in seggiovia -perché è così che vado a lavoro- sia uno dei migliori blocchi anti invecchiamento. Nel senso che la tua pelle è talmente gelata che rimani lì, bloccato con una sorta di effetto botox ibernante.
  • Nella bio ho già anticipato che una delle ragioni che ci spinse a tornare in montagna era il viaggiare. Io e il mio burbero barbuto facciamo dei viaggi strepitosi. Non perché siamo più belli o più ricchi degli altri (lavoriamo solo otto mesi l’anno, come potremmo?) ma perché andare in ferie ad aprile/maggio e novembre è molto più economico. Sia per gli aerei che per gli alberghi. Un piccolo esempio: nel novembre 2017 per andare e tornare dal Giappone abbiamo speso 380€ di volo a testa. Da ridere. E quando partiamo lo facciamo per almeno 20 giorni, un mese. Si stacca la spina per davvero. E si recupera un pò della vita mondana che si è persa rimanendo a casa! 

Potrei continuare per pagine e pagine questo articolo ma volevo dare un quadro generale a chi ci sta facendo un pensierino. Sfatiamo quindi il mito. Trasferirsi in montagna si, ti cambia la vita ma non ti relega per forza a un radicale provincialismo. Insomma, non passi certo dalla città a mungere vacche in alpeggio.

Quindi, non chiamatemi Heidi, anche se….

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